La sua è una figura professionale alquanto atipica.

Posso svolgere questa attività poiché ho acquisito negli anni una solida conoscenza giuridica di base, con una particolare competenza in diritto comunitario. Ho un’approfondita cognizione delle leggi e delle norme che regolano l’immigrazione, il permesso di residenza e il diritto di cittadinanza, vigente in molti Stati. Ho una lunga ed articolata esperienza commerciale che mi consente di comprendere e risolvere le problematiche dei piccoli imprenditori.

Come si caratterizza la sua attività?

L’attenzione alle esigenze degli imprenditori, come dicevo, è prioritaria.

In questi anni la recessione economica ha generato in Italia una crisi epocale e duratura. Un fenomeno che ha originato il crollo del mercato del lavoro ed una drastica riduzione dei consumi, che colpisce in Italia, quotidianamente, in modo sistematico, una quantità innumerevole di piccole imprese e di attività commerciali.La nostra attenzione è rivolta in maniera particolare e specifica a tutti gli imprenditori e commercianti che vivono questa insostenibile realtà.

E come si svolge operativamente?

E’ semplice. Offriamo una prima consulenza telefonica, solitamente di circa mezz’ora, nella quale, ascolto personalmente le esigenze del potenziale cliente per cercare di identificare una possibile soluzione. Il tutto chiaramente nella più assoluta riservatezza.Qualora si decida di procedere ad un ulteriore approfondimento si concordano uno o più incontri di persona per trattare le questioni più “delicate” e personali.

Lo step successivo consiste, solitamente, nel recarsi in loco per visionare la soluzione

Quali sono i vantaggi di un’attività commerciale all’estero?

I vantaggi per un imprenditore italiano che decide di trasferirsi all’estero possono essere molti.

Eccone alcuni:

Minore pressione fiscale

Nuove opportunità di business

Reali possibilità di sviluppo

Mercati non inflazionati dalla concorrenza sleale

Tempi brevi nell’erogazione dei servizi della Pubblica Amministrazione

Universale apprezzamento nei confronti del modo di lavorare italiano

A proposito di quest’ultimo punto ho spesso notato che l’italiano che si trasferisce all’estero, utilizza al meglio le sue notevoli capacità di adattamento e la sua propensione ad arricchirsi anche sotto l’aspetto umano, ed è sempre apprezzato per il suo impegno, per la sua professionalità e per le sue capacità imprenditoriali.

Persino in Finlandia, una delle ultime frontiere dell’emigrazione imprenditoriale italiana, dove vige una tassazione al 20% e pochissima burocrazia, oltre al Made in Italy, si apprezza molto quello che io definisco l’Italian Style.

Un mix ideale di passione, serietà e capacità imprenditoriali fuori dal comune, riconosciute ed apprezzate in ogni parte del mondo.

Restiamo sull’aspetto umano e personale di un trasferimento all’estero. E’ molto importante. Ne tenete conto?

Il nostro studio professionale fornisce una consulenza aziendale a 360°. Sappiamo per esperienza che ogni persona quando pensa di trasferirsi stabilmente in un Paese estero, immagina il proprio futuro in modo diverso. E quindi la scelta di vivere in un paesaggio marino piuttosto che in uno montano, con un clima caldo anziché freddo, in una grande città o in un piccolo centro urbano, sono osservazioni molto importanti per le necessità di una famiglia che può e deve essere giustamente attenta anche alla qualità di quei servizi essenziali, come le scuole, la sicurezza o gli ospedali, che qui diamo per scontati. Un errore comune che viene commesso dai potenziali clienti, soprattutto giovani e senza figli, è quello di associare l’esperienza di una bella vacanza con la possibilità di risiedere stabilmente in quel luogo. Di solito non è così. Per questo pur proponendo di rilevare attività commerciali a prezzi vantaggiosi, ad esempio in Brasile, in Thailandia o in Rep. Dominicana, segnaliamo sempre come le condizioni di vita giornaliere possano essere molto diverse da come ce le aspettiamo.

Quindi quali aree geografiche consiglierebbe ad un imprenditore che voglia investire o addirittura trasferirsi all’estero?

Dipende da tantissimi fattori personali e finanziari. Bisogna inoltre considerare che la situazione geopolitica è in continuo movimento con l’Europa ormai avviata alla dissoluzione, i Paesi europei del mediterraneo che sembra non riescano a risollevarsi, il terrorismo, e i partiti di estrema destra che avanzano. Basti rilevare, a titolo esemplificativo, come la Francia che non più tardi di 10 anni fa era considerata, a ragione, una meta di élite dove investire, oggi, colpita da un mix di stagnazione economica, disagio sociale e terrorismo, presenta delle ottime attività in vendita a prezzi realmente competitivi. Comunque, sebbene in linea di massima ritengo che una buona occasione vada colta ovunque si presenti, le soluzioni più “conservative” soprattutto per chi deve anche trasferirsi, sono l’Australia (l’Oceania in generale è favorevole), il Canada e il nord Europa, soluzioni tutte abbastanza costose. Ma comunque, grazie alla struttura dell’IJFCA possiamo offrire alla clientela una panoramica realmente globale.

In che modo l’IJFCA ha migliorato i vostri servizi?

Da poco lavoriamo esclusivamente per l’IJFCA della quale ho l’onore di essere il ceo ed il Sales Manager per l’Europa. E’ un’azienda giovane e dinamica che con il suo respiro globale ci consente di rivolgerci ad una clientela più ampia e diversificata. Lo Studio Luca Galante aveva in passato come target esclusivo la vasta platea di imprenditori e commercianti italiani che desideravano portare all’estero le loro competenze ed esperienze. Con l’ingresso dell’IJFCA ci rivolgiamo direttamente a tutti coloro nel mondo, e chiaramente soprattutto in Italia, desiderino investire nell’economia reale, acquistando in tutto il mondo attività commerciali, immobiliari o creando e rendendo operative nuove società. Pur non dimenticando le nostre radici, avendo ben presente da dove veniamo e facendo tesoro delle nostre esperienze, anche umane, di aiuto e supporto a tanti imprenditori in difficoltà, riteniamo di poterci rivolgere anche a quella platea di investitori che desiderano trascurare, almeno in parte, i mercati finanziari per dedicarsi all’economia reale, tradizionale.

Una decisa svolta verso il “real estate”…

Sicuramente sì, ma sempre nell’interesse del cliente. Abbiamo notato che difficilmente un piccolo imprenditore decide di esportare la sua attività all’estero preferendo indirizzarsi verso un “nuovo inizio”, verso un settore più tradizionale, nel quale non aveva esperienza, in genere rilevando un’attività preesistente o aprendo un franchising. Abbiamo quindi deciso di specializzarci in questo aspetto associando, come naturale completamento, le nostre competenze in campo legale e organizzativo, maturate negli anni, per gestire, ad esempio, le problematiche legate all’emigrazione e alla fiscalità. Stiamo inoltre notando come da molte aree del mondo, ad esempio la Cina, abbondanti flussi migratori si accompagnino ad una strategia di subentro in attività commerciali preesistenti. In Italia lo notiamo con la comunità cinese ma è comunque un fenomeno diffuso e su scala globale. L’IJFCA vuole entrare decisamente in questo mercato con la sua attività di consulenza ed intermediazione. E’ infatti alla ricerca di collaboratori in diverse zone del globo ma principalmente in Cina e Turchia.

Chiaramente sconsigliate gli investimenti in Italia…

In linea di massima sì. Quello che noi osserviamo tutti i giorni nelle città italiane con attività commerciali gestite da extracomunitari va, a mio avviso, giudicato negativamente e si inserisce in un quadro generale, quello della disciplina dei flussi migratori verso l’Italia, largamente deficitario.

Si è generato un clima sfavorevole, quasi di sospetto, nei confronti delle attività commerciali gestite da extracomunitari che sicuramente mal si concilia con un investimento “sano” da parte di un cittadino extra-UE.

Discorso diverso si può certamente fare per quelle attività di dimensioni e valore sensibilmente maggiore, ad esempio gli alberghi o le attività industriali o gli investimenti immobiliari, nelle quali la proprietà resta, potremmo dire, “sullo sfondo”. Anche in questi casi comunque un’analisi attentissima è d’obbligo e mi vede generalmente contrario.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi